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Consiglio regionale del 28 luglio 2011

Attività venatoria: Consiglio approva legge che autorizza la caccia in deroga

Per autorizzare la caccia in deroga durante la prossima stagione autunnale, il Consiglio regionale ha approvato a scrutinio segreto con 39 voti favorevoli, 12 voti contrari e 3 astenuti una legge frutto dell’abbinamento di tre distinti provvedimenti presentati rispettivamente da PdL, Lega Nord e UdC-PD. Approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale a chiedere al Governo di interagire quanto prima con la Commissione Europea per fare chiarezza sulle normative venatorie e porre così rimedio alle incertezze legislative sulle deroghe.

“La nuova formulazione di questa legge – ha evidenziato il relatore Mauro Parolini (PdL) - recepisce le indicazioni delle sentenze dello scorso anno e ci dovrebbe così mettere al riparo dal rischio di vedere il provvedimento impugnato dalla Corte Costituzionale. Nei suoi contenuti il testo è equiparato e rispettoso delle direttiva europea in materia, alla quale si rifà direttamente: il prelievo delle specie in deroga quest’anno viene limitato entro una quota inferiore all’uno per cento”.

Nella stesura del provvedimento, i firmatari hanno tenuto conto dell’ultimo prospetto riassuntivo emanato dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (ora Ispra) e dell’ultima pubblicazione in materia edita dalla BirdLife International, in assenza di segnalazioni successive che contrastano con tali dati.

Si individua pertanto la possibilità di cacciare in deroga le specie storno (dal 18 settembre al 31 dicembre, 10 capi giornalieri e 50 stagionali a cacciatore per un numero massimo di 165mila capi cacciabili sul territorio regionale), fringuello (dal 1 ottobre al 18 dicembre, 20 capi giornalieri e 100 stagionali a cacciatore per un numero massimo di 310mila capi cacciabili sul territorio regionale), peppola (dal 15 ottobre al 18 dicembre, 5 capi giornalieri e 25 stagionali a cacciatore per un numero massimo di 39mila capi cacciabili sul territorio regionale), pispola (dal 1 ottobre al 13 novembre, 10 capi giornalieri e 50 stagionali a cacciatore per un numero massimo di 21mila cacciabili sul territorio regionale) e frosone (dal 1 ottobre al 20 novembre, 5 capi giornalieri e 25 stagionali a cacciatore per un numero massimo di 13mila capi cacciabili sul territorio regionale).

“Con questo provvedimento – ha sottolineato il presidente della Commissione Agricoltura Carlo Saffioti (PdL) - abbiamo dimostrato ancora una volta alle associazioni venatorie l’impegno e la volontà di garantire la caccia in deroga, nonostante le oggettive difficoltà esistenti e la mancata modifica della legislazione nazionale vigente in materia.
Il testo che abbiamo sottoscritto e approvato è rispettoso delle direttive europee, assicura vincoli e controlli precisi e garantisce la pratica venatoria nel più assoluto rispetto delle normative esistenti in materia ambientale e faunistica, consapevoli che la caccia è una delle più antiche e nobili tradizioni della nostra Regione e la sua pratica costituisce un presidio indispensabile in molti territori regionali altrimenti abbandonati a se stessi”.

 

Legge parchi: via libera in Consiglio regionale alla nuova legge

La trasformazione degli attuali consorzi di gestione dei parchi in enti di diritto pubblico, la semplificazione delle procedure di pianificazione delle aree protette, la parificazione delle procedure di modifica dei confini, la valorizzazione dei parchi locali di interesse sovraccomunale (PLIS), la razionalizzazione delle spese gestionali, l’istituzione di un apposito albo regionale per i direttori dei parchi, la designazione di un componente del comitato di gestione dei parchi da parte della Giunta regionale (prima i componenti erano eletti solo da Comuni e Enti locali coinvolti). Sono queste le novità principali della nuova legge regionale che modifica le competenze e l’organizzazione degli enti gestori dei parchi lombardi, approvata oggi in Consiglio Regionale.

“E’ un provvedimento – ha spiegato il relatore Carlo Saffioti (PdL)- che si propone di semplificare e migliorare la gestione dei parchi, razionalizzando i costi di funzionamento. Il voto di oggi conferma come nelle settimane scorse l’allarmismo generato sia stato strumentale ed eccessivo – ha evidenziato Saffioti -; è falso dire che questo provvedimento apre la porta alla terza pista di Malpensa, è altrettanto grave affermare che questa legge bloccherà tutte le attività del Parco delle Orobie costringendo i Comuni delle valli bergamasche e valtellinesi a pagare le quote al parco, quote che invece rimangono in carico alla Comunità Montana

L’Assessore regionale ai Parchi Alessandro Colucci di concerto con il relatore ha presentato complessivamente quattro emendamenti, tutti approvati, con i quali è stata stralciata la norma contenuta nel testo uscito dalla Commissione che semplificava e abbreviava le procedure di modifica dei confini dei parchi e con i quali viene specificato come il rappresentante regionale nell’Ente parco debba essere scelto “tra amministratori, esperti o personalità di rilievo del territorio degli Enti locali interessati dal parco”. Approvato anche un emendamento della Lega Nord che stabilisce come, all’interno dei parchi, la realizzazione di opere pubbliche in deroga previste dalla legislazione nazionale e di reti e infrastrutture previste dalla programmazione regionale, sarà possibile solo previa acquisizione del parere favorevole vincolante e obbligatorio dell’Ente Parco.

Il Consiglio Regionale ha infine approvato una risoluzione che impegna la Giunta regionale a proporre entro sei mesi al Consiglio un progetto di legge “che garantisca una fruizione consapevole dei parchi e che promuova la più ampia tutela delle aree protette”. “Sarà l’occasione - ha commentato Saffioti - per affrontare più specificatamente i problemi di aree con vincoli particolari come per esempio quella delle Orobie”.

I contenuti della Legge
L’esigenza della nuova normativa che modifica le regole contenute nel testo unico del 2007 e nella legge regionale n°86 del 1983 nasce dai tagli dei cosiddetti “enti inutili” disposti nel 2009 dal Ministero della Semplificazione, tra i quali erano indicato anche i consorzi di gestione dei parchi.
Saranno derogati dal provvedimento approvato e continueranno a essere gestiti secondo le modalità attuali il Parco Adamello, il Parco Alto Garda Bresciano, il Parco Agricolo Sud Milano e il Bosco delle Querce di Seveso (MB), mentre i consorzi di gestione delle riserve naturali Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo, Pian di Spagna, Lago di Mezzola e Torbiere del Sebino vengono subito trasformati direttamente in enti di diritto pubblico. La gestione del Parco della Grigna settentrionale, su proposta del consigliere Dario Bianchi (LN), verrà affidata alla Comunità Montana Valsassina-Valvarrone- Val d’Esino e Riviera.
La legge promuove l’accorpamento e l’aggregazione degli enti gestori e stabilisce che ciascun nuovo organismo gestionale dovrà essere costituito da un presidente e da un comitato di gestione composto da due o da quattro componenti, uno dei quali designato dalla Giunta regionale e gli altri dalla Comunità del Parco, alla quale spetta anche l’elezione del presidente. La Comunità del Parco è composta da un rappresentante per ciascuno degli Enti locali territorialmente interessati.

Il provvedimento affida inoltre alla Giunta regionale la responsabilità di istituire un apposito albo di direttori del parco con specifiche competenze e requisiti, all’interno del quale deve ricadere la scelta per concorso pubblico dei direttori stessi. Viene istituita la Consulta regionale delle aree protette composta dall’Assessore regionale competente e dai Presidenti dei parchi regionali e naturali, con il compito di provvedere allo sviluppo e alla tutela delle aree protette lombarde. A questa si aggiunge il Tavolo delle aree regionali protette quale strumento permanente di confronto con le associazioni agricole, ambientaliste e venatorie sulle politiche di settore. Inoltre per ogni parco naturale sito all’interno dei parchi regionali dovrà essere predisposto e approvato uno specifico piano che avrà un valore assimilabile a quelli territoriale e urbanistico e che dovrà adeguarsi al piano paesaggistico regionale.

La legge è stata oggetto di numerose audizioni con i soggetti interessati e il suo esame ha occupato complessivamente sedici sedute di Commissione.