Consiglio regionale del 28 e 29 Giugno 2011
Alcune delle interrogazioni a risposta immediata dibattute in Consiglio Regionale (question time):
Caccia in deroga: se ne parlerà in una riunione tra Regione, Ministeri e Commissione europea
Sono state attivate in tempo utile le procedure per consentire l’esercizio della caccia in deroga per storno, fringuello, peppola, pispola e frosone? Lo chiede in un’interrogazione a risposta immediata il consigliere Mauro Parolini (PdL) all’assessore alla Caccia, Giulio De Capitani, il quale ha tra l’altro annunciato che il prossimo 5 luglio si terrà una riunione, cui parteciperanno le Regioni, i Ministeri interessati e i rappresentanti della Commissione europea “per trovare risposte concrete alla necessità di deroghe per le specie della tradizione venatoria italiana”. Molto soddisfatto dell’impegno dell’assessorato si è detto il consigliere Mauro Parolini che ha auspicato che “si possano trovare determinazioni più precise riguardo alle deroghe per la ormai prossima stagione venatoria”.
Riduzione dei costi della cessione del credito
Istituire un fondo regionale per ridurre i costi delle procedure di cessione del credito, ovvero per abbattere i costi dei contratti di factoring. Lo propone la Lega Nord in un’interrogazione all’assessore al Bilancio, Romano Colozzi. Il rappresentante della Giunta ha ricordato come “in Regione Lombardia i tempi per i pagamenti dei fornitori sia ormai prossimo ai 60 giorni, punto di riferimento per tutte le Regioni”. Per quanto riguarda la cessione del credito, l’assessore Colozzi ha spiegato che “d’accordo con il sistema delle Autonomie locali si è deciso di istituire un fondo a sostegno del patto di stabilità territoriale di 70 milioni di euro che servirà come partita di giro per ridurre i costi della cessione del credito”.
Agricoltura: adempimenti burocratici per le serre
Il Gruppo Pdl ha presentato un’interpellanza, illustrata da Mario Sala, per sollecitare che le coperture stagionali (serre) possano continuare ad essere realizzate, da parte degli imprenditori agricoli, senza l’obbligo del “titolo abitativo”. L’attuale normativa infatti, ha spiegato il consigliere, non è chiara al proposito e rischia di reintrodurre appesantimenti burocratici.
L’Assessore Daniele Belotti, richiamando i diversi testi di legge, ha spiegato che tuttora nessuna autorizzazione è necessaria per la installazione di serre mobili stagionali sprovviste di struttura in muratura. Una nota di chiarimento, ha rassicurato, sarà quanto prima inviata ai Comuni.
L’Assemblea regionale ha inoltre approvato la mozione, una presentata dal PdL (primo firmatario Giorgio Puricelli) con la quale si chiede la presentazione “con la possibile urgenza di un organico progetto di legge per il rilancio dell’edilizia”.
Legge parchi rinviata in Commissione Agricoltura
Il progetto di legge che modifica le competenze e l’organizzazione degli enti gestori dei parchi lombardi torna in Commissione Agricoltura. La richiesta di ritiro (si sono espressi a favore PdL, Lega Nord e UdC, astenuti PD e SEL, contraria l’Italia dei Valori) è stata avanzata dal relatore e presidente della Commissione Agricoltura Carlo Saffioti (PdL), dopo che era stato approvato a scrutinio segreto con 39 voti a favore e 35 contrari un emendamento presentato dal Partito Democratico. L’emendamento approvato stralcia la facoltà di nomina da parte della Regione di uno dei componenti dal Comitato di Gestione dell’Ente Parco.
Il progetto di legge nella versione originaria stabiliva che ciascun nuovo organismo gestionale dei parchi regionali sarebbe dovuto essere costituito da un presidente e da un comitato di gestione composto da due o da quattro componenti, uno dei quali designato dalla Giunta regionale e gli altri dalla Comunità del Parco, alla quale spettava l’elezione del presidente. La Comunità del Parco è composta da un rappresentante per ciascuno degli Enti locali territorialmente interessati.
Ritirata anche la proposta di risoluzione che impegnava la Giunta regionale a proporre entro sei mesi al Consiglio un progetto di legge in grado di garantire “una fruizione consapevole dei parchi” e di promuovere “la più ampia tutela delle aree protette”.
Il progetto di legge prevedeva la trasformazione degli attuali consorzi di gestione dei parchi in enti di diritto pubblico, la semplificazione delle procedure di pianificazione delle aree protette, la parificazione delle procedure di modifica dei confini, la valorizzazione dei parchi locali di interesse sovraccomunale (PLIS), la razionalizzazione delle spese gestionali, l’istituzione di un apposito albo regionale per i direttori dei parchi, la designazione di un componente del comitato di gestione dei parchi da parte della Giunta regionale (prima i componenti erano eletti solo da Comuni e Enti locali coinvolti).
Erano derogati dal provvedimento approvato e potevano continuare a essere gestiti secondo le modalità attuali il Parco Adamello, il Parco Alto Garda Bresciano, il Parco Agricolo Sud Milano e il Bosco delle Querce di Seveso (MB), mentre i consorzi di gestione delle riserve naturali Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo, Pian di Spagna, Lago di Mezzola e Torbiere del Sebino sarebbero stati subito trasformati direttamente in enti di diritto pubblico.
L’esigenza della nuova normativa che modifica le regole contenute nel testo unico del 2007 e nella legge regionale n°86 del 1983 nasce dai tagli dei cosiddetti “enti inutili” disposti nel Decreto Milleproroghe del 2009 dal Ministero della Semplificazione, tra i quali erano indicato anche i consorzi di gestione dei parchi.
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