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Consiglio regionale del 28 settembre 2010

Il Consiglio ha approvato il Piano regionale di sviluppo della IX Legislatura

Strumento fondamentale della programmazione regionale, definisce gli obiettivi strategici e le politiche da realizzare nella IX legislatura.
Con 44 sì, 21 no e 3 astenuti il Consiglio regionale nella tarda serata ha dato il via libera al Piano Regionale di Sviluppo, il documento di programmazione politico-amministrativo che caratterizzerà la IX legislatura regionale.
Il Prs sintetizza in tre grandi aree (economica, sociale, territoriale) i circa 600 punti contenuti nel documento. Mentre l’allegato territoriale suddivide il territorio regionale in quattro aree omogenee: area metropolitana (Milano e Monza e Brianza), area pedemontana (Brescia, Bergamo, Lecco, Como, Varese); area montana (Sondrio e territori di montagna) e area asta del Po (Pavia, Lodi, Cremona e Mantova).
Il relatore del provvedimento Ugo Parolo (Lega Nord) ha sottolineato che il Prs si inserisce in un “contesto caratterizzato dalle ricadute della crisi economica ed è radicalmente diverso dai Piani precedenti coi quali abbiamo costruito gli aspetti produttivi di welfare e di tutela territoriale”. Secondo il relatore bisogna costruire “una Lombardia Laboratorio”, basata sulla centralità dell’impresa anche come completamento della centralità del lavoro. “Occorre attuare– ha aggiunto poi Parolo - politiche dedicate allo sviluppo, favorire e anticipare l’attuazione del federalismo, lavorare sulla diminuzione della pressione fiscale e sviluppare il partenariato con la società civile, provvedere nell’azione di semplificazione”.

Borse di studio più pesanti per i lombardi - La Regione potrà revocare i finanziamenti alle aziende che delocalizzano provocando forte impatto negativo occupazionale- Arriva il quoziente familiare Il Prs introduce alcune novità per le aziende che delocalizzano, per il sostegno al diritto allo studio universitario e alla famiglia.
Per chi delocalizza, l’Aula ha approvato un emendamento del relatore Ugo Parolo che prevede la possibilità che Regione Lombardia “può procedere ad azioni di disincentivazione, compresa la revoca delle misure a sostegno delle imprese, nei casi in cui la delocalizzazione produca un impatto occupazionale negativo sul territorio lombardo”; sul fronte istruzione, un emendamento approvato e presentato dall’Assessore alla Formazione Gianni Rossoni stabilisce tra l’altro che le borse di studio siano adeguate al costo della vita lombardo giungendo in questo modo a garantire un effettivo diritto allo studio”; per quanto riguarda invece la famiglia, si prevede (emendamento Stefano Carugo e Margherita Peroni del PdL) nel capitolo riguardante la promozione della natalità e la conciliazione famiglia-lavoro "la rimodulazione del sistema di tariffazione di accesso ai servizi alla persona nella logica di quoziente familiare al fine di garantire innanzitutto le fasce deboli".