Il territorio di Malpensa
Il mio legame con il territorio di Malpensa è molto intenso. Qui infatti vivo da quando ero bambino. Qui risiedo con la mia famiglia, qui lavoro e mi diverto a fare sport nella meravigliosa via Gaggio nella brughiera di Lonate Pozzolo ed in tutto lo spettacolare Parco del Ticino. Ho quindi molto apprezzato la convocazione del Consiglio Regionale della Lombardia a Volandia. Con questa iniziativa si è voluto sottolineare l’importanza e la delicatezza della questione da affrontare. Aver dedicato i lavori di un’intera giornata del Consiglio Regionale della Lombardia a Malpensa significa infatti aver dedicato attenzione ad una comunità tenace e laboriosa, che alla Lombardia e al Paese dà molto. Per questo è una comunità che deve essere ascoltata. Chi mi conosce, sa bene che quando prendo un impegno lo porto a termine. Per me che vengo dal mondo del lavoro il dialogo, il confronto sono il metodo per eccellenza, perché prima di scegliere, di decidere, bisogna comprendere. Nei giorni scorsi quindi ho voluto incontrare le famiglie, i lavoratori e i sindaci proprio sulla dibattuta Terza Pista e sul futuro dell'aeroporto. Sono emerse con chiarezza due posizioni. La prima. La comunità chiede con forza di avere posti di lavoro fissi, non precari e di crescere in termini di competitività ed occupazione. La seconda. Emerge con chiarezza la paura di un impatto ambientale importante in termini di inquinamento atmosferico, acustico ed idrico o di stravolgimento del verde e degli insediamenti abitativi. Due manifestazioni legittime ed entrambe veritiere. Non possiamo certo negare che un ulteriore sviluppo del sistema aeroportuale non porterà con sé conseguenze nella modifica del territorio e per la qualità dell’aria. Ma non possiamo altresì negare che un miglioramento della potenzialità infrastrutturale e di collegamento avrà importanti ripercussioni anche sull’indotto commerciale e lavorativo dei comuni della provincia di Varese, Milano, della Lombardia e dell’intero nord del Paese. A me piace ragionare sui numeri, perché i numeri indicano fatti e sono sinonimo di concretezza. Il 70 per cento dei biglietti aerei emessi in Italia è venduto da Bologna in su. Il sistema milanese– lombardo è quello che dal 97 cresce più degli altri passando da 18 a più di 40 milioni di persone. E allora tutto questo non può essere bloccato per scarsa lungimiranza. Malpensa deve essere innanzitutto una risorsa, un’occasione di ricchezza da governare sapientemente per il bene di tutti. La strada da intraprendere è dunque quella di aprire un tavolo di consultazione permanente, dove Sea si confronti con i rappresentanti eletti dal popolo, che conoscono a fondo le esigenze della gente. Ciò permetterà di evitare continue frizioni o contrasti tra i due soggetti. E proprio in questo senso la proposta di raccogliere fondi da devolvere a favore dei Comuni del sedime aeroportuale appare pienamente condivisibile: un contributo da destinare direttamente alle Amministrazioni comunali, con termini certi, tempi certi e modalità chiare; risorse da vincolare ad opere di mitigazione ambientale o per il miglioramento dei collegamenti e dei servizi per Malpensa. I cittadini, i Comuni, Sea: i veri protagonisti di Malpensa. Questa dunque è la strada su cui puntare, per una crescita che non escluda, ma che piuttosto abbracci tutti gli interpreti del nostro territorio.
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