Disciplina di bilancio
Mentre l’Inghilterra si prepara ad una manovra finanziaria “severa ma giusta”, con tagli alle spese per circa 30 miliardi di sterline ed un forte aumento delle tasse, in Italia continua la discussione in merito alla manovra correttiva approvata dal Governo Berlusconi, la cui entità (24,9 miliardi di euro) è di gran lunga inferiore a quanto deciso da altri grandi paesi come Germania (60 miliardi), Francia (100), Spagna (65).
In Europa ci si è resi conto di aver vissuto per troppi decenni al di sopra delle proprie possibilità e le vicende che hanno coinvolto la Grecia hanno imposto a tutti i governi una necessità: cambiare per non crollare.
Silvio Berlusconi ha saputo anche in questo frangente porsi con estrema autorevolezza sul palcoscenico nazionale ed europeo per garantire all’Italia e all’Europa un futuro di serenità e di benessere.
Certo, scardinare vecchie abitudini e imporre nuovi modelli di spesa è faticoso. In questo senso, le segnalazioni dei Governatori e dei Sindaci sono. Soprattutto quando viene da una parte sollecitata una ridistribuzione più omogenea dei tagli sui vari livelli, soprattutto a livello ministeriale e, dall’altra, viene proposta una maggiore tutela per tutti quegli enti virtuosi che meriterebbero premi fiscali per la buona gestione del denaro pubblico. La Lombardia è il simbolo di questa buona amministrazione e dovrebbe essere portata a modello per l’intero Paese.
Se ci sarà dunque da migliorare la manovra –come hanno confermato Berlusconi e Tremonti- certamente verrà fatto, tenendo presente che le misure ed i risparmi dovranno essere strutturali. Come non soffermarsi sull’esplosione delle spese nel comparto sanitario, soprattutto in regioni come Lazio, Campania e Calabria. Come non preoccuparsi poi dei 2,7 milioni di invalidi che hanno fatto esplodere la spesa da 6 miliardi ai 16 miliardi di euro? Una spesa cresciuta del 36,4% in soli cinque anni, da quando le competenze sulle prestazioni di invalidità sono passate alle regioni. Evidentemente qualcosa anche a livello regionale non sta funzionando.
La strada per una maggiore condivisione intorno alla manovra finanziaria verrà certamente trovata, grazie alla responsabilità degli amministratori locali e alla disponibilità del Governo. Rimane un principio: il dovere di cambiare e di innovarsi. Un impegno che ancora una volta Silvio Berlusconi sta affrontando con serietà e convinzione, avendo ristabilito e riaffermato anche per lo Stato quella “disciplina di bilancio” così caratteristica di tante famiglie italiane. Una rivoluzione non solo numerica ma soprattutto culturale che certamente farà bene al futuro dell’Italia.
Fonte: LA PREALPINA, 23 giugno 2010
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