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Intervento del 7/02/2012 – Moz. 261 – “Operatività del SISTRI”

Il termine SISTRI è l’acronimo di sistema di tracciabilità dei rifiuti finalizzato alla informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale. Il controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali è un elemento di vitale importanza per la salvaguardia dell’ ambiente.

La mancata applicazione di un controllo accurato di dove determinati materiali possono andare a finire, è un regalo alle ecomafie.

L’istituzione del SISTRI risale al lontano dicembre del 2009, ma l’attivazione dello stesso è stata più volte prorogata per seri e reali problemi di operatività.

Il decreto di emergenza varato nell’agosto del 2011 per la salvaguardia dei conti pubblici aveva previsto che il SISTRI diventasse operativo a partire dal 9 febbraio 2012, tra pochi giorni. A partire da questa data tutti i soggetti impegnati nel trasporto e nello smaltimento dei rifiuti dovevano essere tenuti ad informare in tempo reale, una centrale operativa di controllo, del tragitto dei rifiuti speciali. Con una deroga, una variante e cioè che l’avvio del sistema informatico SISTRI per i soggetti e le imprese sotto i 10 dipendenti fosse deciso, “con calma” da un decreto del Ministero dell’ambiente e, comunque, non in data antecedente giugno 2012.

Per cui chi aveva 18 dipendenti e doveva smaltire “qualcosa di strano” bastava costituisse 2 società distinte, magari con sede unica in uno stesso capannone diviso da un muro e con due entrate distinte.

Ora, il decreto MILLEPROROGHE del 29 dicembre 2011 ha ulteriormente differito l’operatività del SISTRI, al 2 aprile 2012 “campa cavallo che l’erba cresce”! Tra l’altro nulla disciplinando in merito a quanto concerne i produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti.

Come se non bastasse , a tutt’ oggi, non sono ancora state individuate le specifiche tipologie di rifiuti in relazione alle quali, in considerazione delle quantità e delle specifiche caratteristiche, esse debbano rientrare nella direttiva SISTRI. Detto questo: Credo sia corretto fare una dovuta precisazione. Perché andando a parlare con i diretti interessati e cioè le aziende che devono attivarsi per l’ operatività al sistema SISTRI, immediatamente ci si rende conto delle loro preoccupazioni , condividendole pienamente .

La paura è che questo nuovo sistema di tracciabilità sia complicato, oneroso, difficile da gestire, poco operativo, un ulteriore ostacolo al lavoro quotidiano, un ulteriore fardello fiscale sulle spalle.

Alla faccia dello snellimento delle procedure burocratiche.

Problemi in installazione del sistema GPS sui mezzi, problemi di connettività dei sistemi informatici, problemi di addestramento dei conducenti che dovrebbero gestire le apparecchiature sui mezzi di trasporto , scarsa assistenza da parte degli operatori che dalle centrali di osservazione SISTRI dovrebbero monitorare.

La posizione delle imprese soggette a futuro SISTRI e’ chiara : con queste problematiche , il monitoraggio dello smaltimento dei rifiuti speciali via elettronica , rischia di paralizzare il sistema.

Tanto vale mantenere in essere i bollettari speciali di carico , trasporto e scarico ed intensificare i controlli.

Le leggi ci sono ed anche buone. Mancano i controlli.

E non per volontà delle forze dell’ ordine preposte che vanno sempre ringraziate per il loro impegno ma, per gli scarsi mezzi che vengono loro messi a disposizione, perché i soldi vengono sperperati altrove.

Ed allora:
Cosa fare, cosa fare per contrastare l’ illegalità nel settore dei rifiuti ove si possono fare enormi guadagni?

Punto primo:
• Che venga una volta per tutte stabilito il termine per l’ avvio della piena operatività del SISTRI anche con riferimento alla categoria di produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti, al fine di rendere omogeneo il sistema su tutto il territorio nazionale e per tutte le categorie interessate;

• Sollecitare, in particolare con riferimento alle realtà piccole e medie di produttori di rifiuti pericolosi, interventi mirati finalizzati a consentire loro di sostenere agevolmente oneri e difficoltà in previsione dell’ adozione del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti;

• Definire un completo quadro normativo e la individuazione delle specifiche tipologie di rifiuti in relazione alle quali, in considerazione anche della quantità, dovranno essere applicate, ai fini del SISTRI, le procedure previste per i rifiuti speciali non pericolosi. E’ quanto mai opportuno dare piena operatività al SISTRI. Basta rinvii, basta deroghe. Regole chiare.

Ma ad una condizione. Che veramente, una volta per tutte ci si attivi, perché il sistema sia economicamente sostenibile e facile da installare e da usare.

Chi lavora ha già mille difficoltà. Soprattutto in questo momento.

Non carichiamolo di ulteriori oneri e difficoltà burocratiche. Lo dobbiamo a chi partecipa a tenere in piedi questo Paese.

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