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Intervento del 5/12/2011 - Normazione dei costi standard della politica a livello regionale - ODG 484

Procedo ad illustrare questo ODG scritto a 3 mani, scritto in massima sinergia, dai consiglieri Azzi e Rinaldin e dal sottoscritto.

Un ODG da tempo meditato che finalmente trova spazio, oggi, in consiglio, durante la discussione di un argomento così attuale e sensibile all’attenzione dell’opinione pubblica.

L’antipolitica domina le pagine dei quotidiani e le argomentazioni politiche degli ultimi mesi.

In merito a questo ODG, come sempre, credo sia utile impostare l’esposizione delle proprie tesi su dati certi, su numeri indiscutibilmente non interpretabili.

E allora, analizziamoli i numeri. Le entrate autonome e compensate di Regione Lombardia che verranno ripartite nel 2012, comprendono circa 17,5 MLD di Euro per l’assistenza socio-sanitaria e 2,36 MLD di euro per risorse autonome liberamente destinabili, per un totale di circa 20 MLD di euro.

Tenuto conto che il costo del consiglio regionale della Lombardia è di circa 75 MIL di euro, facendo le debite proporzioni, il costo dell’intero consiglio regionale, consiglieri, costo dei gruppi consiliari, segreterie etc, etc, etc….risulta pari allo 0,38% dell’intero budget regionale.

Ed è bene che i cittadini lombardi sappiano queste cifre, in barba alla demagogia populista cavalcata da alcuni benpensanti:

eliminare l’intero consiglio regionale, porterebbe ad un risparmio di ben udite, udite, lo 0,4% dell’intero budget regionale, decapitando l’organo democratico legislativo, di indirizzo e controllo di regione Lombardia.

Ora, siamo tutti d’accordo, i costi della politica possono e devono essere ridotti. Ma non sono loro il problema o la causa principale della grave situazione economica in cui si trova il nostro Paese.

Le ragioni della crisi sono altrove, sono altre.

Ancora una volta, Regione Lombardia, sulla scia del suo modus operandi responsabile e coscienzioso, si è resa conto che, giocando d’anticipo, doveva dare un segnale importante ai suoi cittadini, affrontando la questione relativa ai costi della politica regionale.

Da qui, questo PDL relativo alla riduzione delle indennità di funzione ed all’abolizione dell’assegno vitalizio dei consiglieri regionali.

Un segnale forte che la politica deve dare in risposta ad una richiesta sempre più presente e pressante da parte della opinione pubblica.

Ma attenzione, sarebbe un errore se l’approvazione di questo PDL fosse un gesto isolato in un contesto nazionale, soprattutto perché fatto poi da chi in fatto di virtuosità ed efficienza, non è secondo a nessuno.

Osservare e confrontare i dati che ci sono stati forniti da uno studio effettuato e pubblicato sul quotidiano “Corriere della sera” in data 4 e 15 novembre 2011, corredato da un articolo a firma Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, lascia senza parole.

Prendendo come riferimento il costo pro-capite dell’assemblea legislativa di regione Lombardia pari a 7,77 euro (sarebbe a dire cioè che il costo annuale del consiglio regionale lombardo è di 7,77 euro a cittadino), osserviamo che:

  • il costo in regione Campania raddoppia, 15,47 euro;
  • il costo in regione Abruzzo e Umbria triplica, rispettivamente 24,36 e 25,94 euro;
  • il costo in regione Calabria quintuplica ( 5 volte tanto), 38,80 euro;
  • il costo di regione Sardegna ettuplica (7 volte tanto), 50,87 euro.

Non parliamo della Val D’Aosta…. 124,74 euro contro i 7,77 euro di Regione Lombardia.

Ogni commento credo sia superfluo.

Il discorso non cambia se si va ad analizzare il numero di dipendenti ogni 100.000 abitanti:

  • in Lombardia 34 ogni 100.000 ab.;
  • nel Lazio 63 ogni 100.000 ab., …quasi il doppio;
  • in Calabria e in Campania rispettivamente 129 e 137 ogni 100.000 ab., quasi il quadruplo:
  • in Umbria e Basilicata, quasi 6 volte tanto.

Non parliamo del numero dei dirigenti: in Lombardia 2,6 ogni 100.000 ab. il doppio in Campania il quadruplo in Umbria dieci volte tanto in Molise. Numeri che lasciano allibiti. Riportare questi numeri nel privato sarebbe improponibile : un’ azienda chiude se ha un prezzo di vendita dei suoi prodotti superiore del 10 – 15 % a parità di qualità prodotta.

Figuriamoci se fosse il prezzo fosse del 300 o del 600% più caro. Ve lo immaginate un qualsiasi prodotto commerciale chessò un dentifricio che anziché costare 3 euro costasse 18 euro, o uno zaino per la scuola che anziché 40 euro costasse 240 euro.

Ora, se veramente si vuole raggiungere l’obiettivo di ridurre i costi della politica, un’azione efficacissima molto, molto semplice da attuare, sarebbe quella di applicare il sistema dei “costi standard” anche ai cosiddetti costi della politica in tutte le regioni, in particolare per quanto concerne il rapporto tra numero di consiglieri ed abitanti, i costi amministrativi dei consigli, delle giunte regionali e così via.

In Lombardia per 10 MIL di abitanti, abbiamo 80 consiglieri, nel laboratorio di idee di Nicky Vendola, la Puglia con 4 MIL di abitanti, ne abbiamo 67: facendo le debite proporzioni in rapporto agli abitanti, dovrebbero essere 32, cioè la metà.

L’applicazione dei costi standard ai cosiddetti costi della politica in tutte le regioni, porterebbe ad un risparmio considerevole dei soldi pubblici.

E’ questo l’obiettivo di questo ODG. In linea tra l’ altro con quanto già approvato da questo consiglio nell’ attuale legislatura : anticipazione dei costi standard applicati alla sanità (ODG 470), revisione del patto di stabilità a favore dei comuni virtuosi ed efficienti (MOZ 166). Testi fra l’ altro approvati all’unanimità.

Questa deve essere la via del risanamento.

Siamo tutti perfettibili ma, è necessario che chi ha comportamenti poco virtuosi o distratti sia richiamato all’ordine.

E’ giusto che tutti facciano degli sforzi , ma chi per troppo tempo si è mantenuto nella tradizione e nella logica dell’ inefficienza e dello spreco deve fare uno sforzo maggiore di chi ,invece, ha sempre cercato di mantenere i conti in ordine.

In questa direzione bisogna marciare spediti: nella direzione dell’efficienza e del rigore.

Altrimenti anche il PDL che oggi andremo ad approvare, sarà uno sforzo ancora una volta fatto da coloro che da sempre si sono prodigati per essere all’altezza delle aspettative), sforzo che verrà vanificato da chi, in barba alla grave situazione in cui si trova il nostro paese, continua e continuerà a dilapidare le tasse di coloro che lavorano duramente.

Vai alla seduta del consiglio regionale del 5-6 dicembre 2011