Intervento del 25/10/2011 - Mozione n. 192 - Utilizzo di alloggi sfitti di proprietà delle aziende ospedaliere come centri di residenza temporanea
Sono momenti di tristezza, momenti di amarezza, momenti che credo ciascuno di noi cerchi di rimuovere velocemente dalla propria mente.
Quindi, invito tutti a fare una riflessione facendosi una domanda: un padre di famiglia, una persona, un lavoratore onesto che guadagna mille, milletrecento o millecinquecento euro al mese e che magari viene da fuori Milano, dalla zona perimetrale della nostra Regione o che arriva da territori extraregionali e che deve assistere con la moglie il proprio figlio in ospedale per una, due, tre o quattro settimane, come fa a sostenere le spese di soggiorno?
Chi non ha un parente su cui appoggiarsi o non ha un amico e proviene da territori extraregionali o limitrofi al perimetro della Regione si scontra troppo spesso con quelle che sono le spese proibitive della città, cento o centocinquanta euro, un elemento questo che crea sicuramente una situazione di disagio e di difficoltà e che si somma alle preoccupazioni per la salute del proprio bambino.
Peraltro, in un momento critico come questo dove abbiamo precariato, cassa integrazione e mobilità, tutte cose all’ordine del giorno, se una famiglia normale ha la sfortuna di avere un piccolo che necessità di cure particolari nei nostri ospedali pediatrici milanesi, eccellenti ospedali pediatrici milanesi, mi chiedo che peripezie deve fare questa famiglia per arrivare a fine mese?
Per cui, oltre all’amarezza di avere il figlio a soffrire in ospedale, le preoccupazioni di far quadrare il difficile bilancio familiare.
Allora che cosa possiamo fare per aiutare queste famiglie che devono scontrarsi con questa difficoltà e devono far quadrare i conti? Un centro di accoglienza temporaneo per genitori che hanno i bambini ricoverati in ospedale.
Penso, quindi, ad un immobile, un appartamento, uno spazio comune adibito a cucina, un soggiorno comune e più stanze contigue, ognuna assegnata ad una famiglia dove può riposare e dormire, il tutto a prezzi calmierati. Dico una cifra ipotetica: trenta euro, anziché cento o centocinquanta euro. Quali dovrebbero essere le modalità di accesso alla casa di accoglienza? Fare una graduatoria in base al reddito familiare, alla distanza dal luogo di provenienza, al tempo di permanenza del bambino in ospedale, alla gravità della patologia e così via non sarà un problema.
L’obiettivo della mozione, quindi, è quello di verificare all’interno del Comune di Milano la disponibilità di alloggi sfitti di proprietà delle Aziende ospedaliere che, adeguatamente ristrutturati, potrebbero essere destinati a diventare centri di accoglienza temporanea per quei genitori che, provenienti da zone distanti dalla città di Milano o da fuori Regione, per diversi motivi hanno dovuto avvalersi dei nostri ospedali pediatrici. Non solo, queste strutture dovranno essere ristrutturate. Di conseguenza, sarà necessario attivarsi per trovare questi fondi, e questi fondi sono da ritrovarsi in fondazioni e associazioni no profit che sicuramente potrebbero non solo partecipare alla ristrutturazione, ma poi eventualmente contribuire utilmente alla successiva gestione dell’immobile o dell’appartamento.
L’obiettivo è quello di sostenere le famiglie meno abbienti in un momento di difficoltà. Ad esempio, nel Comune di Milano ci sono numerosi immobili sfitti che sono di proprietà delle Aziende ospedaliere: aspettano solo di essere ristrutturati. Quindi, sarebbe auspicabile quanto prima verificare la presenza di questi alloggi sfitti di proprietà delle Aziende ospedaliere e automaticamente ristrutturarli attraverso sinergie da ricercare con realtà no profit o fondazioni.
Con l’aiuto di fondi privati e di fondazioni si possono creare le condizioni per rendere di nuovo operative abitazioni ora lasciate in abbandono trasformandole in strutture moderne e accoglienti. Una sinergia, quindi, tra pubblico e privato io credo si possa fare e si debba fare. Ci sono le possibilità qui in Regione Lombardia. Ancora una volta Regione Lombardia farà da apripista per una iniziativa che mi auguro possa essere riprodotta su tutto il territorio lombardo e su tutto il territorio nazionale. Quindi, auspico vivamente una convergenza di tutte le forze politiche per questa mozione che esprime in sé valori quali la solidarietà e il sostegno a coloro che sono meno fortunati, valori che noi lombardi conosciamo bene e che orgogliosamente sosteniamo con forza.
Ringrazio i Consiglieri intervenuti. Io sono assolutamente d’accordo sul fatto che venga verificata la disponibilità degli alloggi sfitti da ristrutturare in tutto il territorio lombardo.
Ci tenevo anche a sottolineare il fatto che, proprio per evitare che questa mozione venga strumentalizzata, sarebbe importante che le risorse provengano dal privato e che, quindi, non vengano utilizzati soldi pubblici, ricorrendo dunque solo e unicamente all’appoggio di associazioni no profit e fondazioni.
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Mozione 0192 (leggi testo )
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