Intervento del 12/04/2011 - Inadeguatezza dell'area individuata nel comune di Lonate Pozzolo per l'accoglienza dei profughi libici
Leggi il testo della mozione 117
Penso sia particolarmente importante sostenere qui oggi la mozione presentata dal consigliere Rienzo Azzi ed altri, circa l’inadeguatezza dell’area individuata nel comune di Lonate Pozzolo, l’ex Campo della Promessa per l’accoglienza dei migranti provenienti dal Nord Africa.
L’area dell’ex Campo della Promessa è un’area militare dismessa da quasi 20 anni.
Lo ha potuto constatare con i propri occhi il gruppo di consiglieri regionali del territorio che, su mio invito, si sono recati sul posto.
Gli stabili sono in condizioni assolutamente precarie e fatiscenti, non vi sono oggi garanzie di sicurezza per la popolazione locale perché i luoghi non sono adeguatamente recintati, non è nemmeno certa, la bonifica totale del campo dalle mine; non sono disponibili servizi igienico - sanitari.
Se al fine di ovviare alla carenza strutturale dell’ex sito militare, si creasse all’interno dell’area una tendopoli, molto reale sarebbe la possibilità di fuga dal campo stesso attualmente sprovvisto di recinzione perimetrale.
Nel giro di pochi minuti coloro che decidessero di abbandonare il campo di accoglimento potrebbero recarsi:
• nei comuni limitrofi siti ad un tiro di schioppo;
• percorrere la Superstrada 336 direzione Milano-Torino;
• attraversare il ponte sul Ticino sito a 4 km di distanza che permetterebbe di raggiungere la Regione Piemonte;
• recarsi all’aeroporto di Malpensa o nel vicino distretto aeroportuale denominato Cargo City;
• dirigersi a Milano grazie alla stazione ferroviaria di Ferno – Lonate Pozzolo.
Lonate Pozzolo ha una popolazione di 11000 abitanti di cui 1100 stranieri.
Con Ferno, comune adiacente (sede dell’aeroporto internazionale della Malpensa), la popolazione complessiva è di poco inferiore ai 20 mila abitanti.
Per garantire la sicurezza di queste 20 mila persone, vi sono 17 agenti di Polizia Locale ed 11 membri del Corpo dell’Arma dei Carabinieri:
1 vigile ogni 1200 persone, 1 carabiniere ogni 2000 abitanti
Un piccolo particolare non trascurabile: i due comuni si devono anche occupare di prestare servizio di vigilanza nell’ aeroporto di Malpensa, dove transitano e lavorano mediamente 60 mila persone al giorno.
Dunque, visto l’impossibilita’ di ricorrere a possibili clonazioni di coloro che quotidianamente ci garantiscono la sicurezza, ci sarebbe da domandarsi come poche forze dell’ordine presenti sul territorio potrebbero tutelare realmente in maniera adeguata e sicura i nostri concittadini
Perché, signori, da un sito fatiscente ed inospitale non aspettiamoci che i loro ospiti non vedano l’ora di andarsene e scappare come già e’ avvenuto altrove.
Obiettivo primario è quello di evitare situazioni di tensione sociale rilevanti e di far sì che la gente si senta sicura nelle proprie case e nelle proprie strade.
In questi giorni ho personalmente raccolto confidenze e impressioni dei cittadini di tutti i comuni prossimi al sito in questione e tutti sono molto preoccupati a fronte del possibile arrivo dei migranti.
O meglio; alcuni preoccupati, altri e non pochi, assolutamente contrari, direi quasi incattiviti.
La vicinanza sia dell’aeroporto di Malpensa che dell’Area Cargo dello stesso aeroporto, dovrebbe farci riflettere su come una presenza di persone così numerosa sia inopportuna.
Due obiettivi sensibili per qualche malintenzionato o possibile terrorista infiltrato.
La popolazione di Lonate – Ferno e della zona di Malpensa ha già dovuto sopportare numerosi sacrifici per l’ampliamento dell’aeroporto internazionale:
sto parlando delle delocalizzazioni di decine e decine di famiglie a cui si sono aggiunti ulteriori disagi ambientali per l’inquinamento atmosferico.
Sto parlando della probabile costruzione di una terza pista che non sembra faccia saltare di gioia gli abitanti del luogo che vedranno arrivare sopra le loro teste un aereo ogni 90 secondi.
Aggiungiamoci 500 dipendenti della Compagnia aerea Livingston in cassa integrazione e decine di operai a casa dopo la chiusura nel bustocco, nel gallaratese, nella zona sud del varesotto di numerose tessiture o industrie legate al campo tessile e manifatturiero, un cocktail che potrebbe diventare esplosivo.
Un disagio umano che può solo in apparenza apparire slegato da quest’emergenza ma che a mio giudizio, potrebbe acuire ulteriormente tensioni e preoccupazioni per una popolazione che deve già far fronte a problemi di bilancio familiare.
Da non sottovalutare un ultimo aspetto:
purtroppo la zona interessata, e mi rincresce molto dirlo, e’ stata più volte menzionata dai giornali locali per la presenza di gruppi di malavita organizzata che sicuramente non aspettano altro di avere a disposizione come manovalanza a basso costo possibili “ fuggiaschi “ dal campo militare.
Questi sono i principali motivi che mi inducono ad affermare, così come esposto nella Mozione che sostengo, come vada cercata un’alternativa davvero valida e seria per dare un’ospitalità decorosa ai migranti nord africani nel pieno rispetto della sicurezza sociale di un territorio già sufficientemente sollecitato.
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